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Vita Quotidiana22 febbraio 20264 min di lettura

Il tempo lento

PB
Pierluigi Bocchini

Ho riscoperto il piacere di camminare senza meta. Non come esercizio fisico, non come meditazione guidata, non come produttività mascherata. Semplicemente camminare, guardare, pensare.

Viviamo in un'epoca ossessionata dall'ottimizzazione. Ogni momento deve essere produttivo, ogni attività deve avere uno scopo misurabile, ogni pausa deve essere "rigenerante" — il che è già un modo per renderla produttiva.

Ma c'è una categoria di esperienze che sfugge a questa logica, e che forse è la più preziosa: il tempo sprecato bene. La passeggiata senza destinazione. Il libro letto senza prendere appunti. La conversazione che non porta da nessuna parte ma che ti lascia qualcosa di indefinibile.

Queste esperienze non producono nulla di misurabile. Non migliorano le nostre performance, non aumentano il nostro valore sul mercato del lavoro, non ci rendono più efficienti. Eppure sono quelle che, a distanza di anni, ricordiamo come le più significative.

Forse il problema non è che abbiamo poco tempo. Forse il problema è che abbiamo dimenticato come usarlo male — nel senso migliore del termine.